Presentato il “Bollettino del Museo del Risorgimento”
La scorsa primavera è stato pubblicato, per i tipi del Museo del Risorgimento di Bologna, l’ultimo numero del suo “Bollettino”, dedicato alla spedizione garibaldina di Grecia del 1897. Da Candia a Domokos. Itinerari garibaldini e sovversivi alla guerra greco-turca del 1897 è stato curato da Giacomo Bollini ed Andrea Spicciarelli, i medesimi autori di quel “Bollettino” che nel 2016 fu incentrato sulla campagna delle camicie rosse nelle Argonne, all’alba del primo conflitto mondiale. Il volume, una delle prime monografie italiane dedicate specificamente all’episodio del ’97, è impreziosito da più di 170 biografie dedicate ai volontari emiliano-romagnoli che parteciparono alla guerra: sebbene arruolatisi sotto diversi comandanti, tutti furono accomunati dalla volontà di affermare i principî di solidarietà fra i popoli e di autodeterminazione delle nazioni.
Nel corso dell’autunno è iniziato un fortunato ciclo di presentazioni del volume che ha preso le mosse il 15 ottobre da Castelbolognese, cittadina ravennate da dove partì un piccolo ma affiatato gruppo di garibaldini (che contò altresì due caduti: Giovanni Capra ed Ugo Silvestrini) e del quale è stato pubblicato in appendice al “Bollettino” un interessante nucleo epistolare doppiamente salvato dall’oblio: all’epoca, dal Segretario comunale Giovanni Bagnaresi che copiò tutte le missive giunte dalla Grecia; quindi, con l’attuale pubblicazione, dai danni dell’alluvione che colpì la Romagna nel maggio 2023. A Castelbolognese la presentazione presso la Biblioteca “Luigi Dal Pane” (patrocinata dal Comune) è stata preceduta da una breve ma sentita commemorazione presso il cenotafio (inaugurato nel cimitero comunale nel 1902) dedicato ai due caduti castellani, dove il Sindaco Luca Della Godenza ha deposto una corona di fiori in onore di Capra e Silvestrini. Le circa due ore di presentazione, alla quale ha partecipato lo storico locale Andrea Soglia e mediate da Andrea Piazza dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina, hanno visto la partecipazione interessata di una nutrita rappresentanza della cittadinanza castellana.
Sono seguite quindi presentazioni a Forlì (25 ottobre), organizzata dal locale Comitato dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano retto dal prof. Luigi Ascanio (alla quale è inoltre intervenuto l’Assessore alla Cultura del Comune Vincenzo Bongiorno), Roma (23 novembre), Bologna (5 dicembre) e Rimini (9 dicembre).
A Roma, presso il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, introdotti dalla responsabile Mara Minasi, i proff. Roberto Carocci e Matteo Stefanori hanno condotto un interessante dialogo con gli autori della ricerca, mentre presso il Museo del Risorgimento di Bologna la presentazione è stata impreziosita da un collegamento streaming con il Municipio di Domokos: per tramite della prof.ssa Maria D’Arconte (dell’associazione “Faro Tricolore”) il Sindaco Charalampos Liolis ha donato una targa commemorativa al Museo bolognese in onore del lavoro svolto, consegnata dalla stessa D’Arconte nelle mani del Direttore Otello Sangiorgi, affiancato per l’occasione dalla Direttrice dei Musei Civici di Bologna Eva Degl’Innocenti. Alla presenza di una rappresentante della Comunità Ellenica dell’Emilia-Romagna, gli autori hanno proficuamente dialogato con il prof. Alberto Malfitano nella sala conferenze di Casa Carducci.
Infine, a Rimini, auspice la locale Sezione dell’ANVRG, presso la Sala della Provincia si è svolta l’ultima presentazione del 2024, mentre è già in programma un ulteriore evento il 17 gennaio 2025 presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza.
L’accoglienza ricevuta dal “Bollettino” ha testimoniato un sincero interesse verso l’argomento, misconosciuto al grande pubblico, e le riflessioni di carattere accademico proposte dai diversi relatori hanno evidenziato come l’episodio ellenico, ben contestualizzato dagli autori nel panorama nazionale ed internazionale del tempo, possa essere analizzato come cartina di tornasole di tutta una serie di eventi ed aspetti che per l’Italia caratterizzarono la cosiddetta “crisi di fine secolo”, mentre a livello internazionale ravvisava, in quell’ultimo scorcio di Lungo Ottocento, tutta una serie di problematiche che sarebbero definitivamente conflagrate nel Novecento, il tragico “secolo-mondo”.

