Valerio Benelli nuovo Presidente

Care amiche e cari amici dell’ANVRG,

il recente congresso di Quercianella di Livorno mi ha eletto a nuovo presidente dell’Associazione.

Ritengo questo nuovo incarico un onore al quale mi approccio con non poco timore.

Sono entrato nell’Associazione nel lontano 1985, spinto dalla curiosità di informazioni su un antenato partecipante alla Terza Guerra di Indipendenza che, come semplicemente diceva mio padre “aveva combattuto con Garibaldi”. Da allora ho seguito tutte le vicende associative, più o meno coinvolto. In questo momento il mio ricordo va al Generale Werter Gamberini, ex tenente della Divisione Garibaldi, mio predecessore alla guida della Sezione di Rimini che nel 2006 mi diede fiducia e cui mi sono sempre ispirato.

Lo spirito del mio mandato, come ho annunciato anche nella mia candidatura, sarà all’insegna della continuazione di quanto messo in atto da chi mi ha preceduto che, mi auguro, possa continuare a dispensare consigli, suggerimenti nonché critiche quando necessario.

Vorrei che questo mandato fosse segnato dalla partecipazione dei giovani per cui mi impegnerò e cercherò di trovare forme di coinvolgimento delle fasce giovanili alle tematiche garibaldine, del primo e secondo Risorgimento.

Ritengo che Garibaldi possa, e debba, essere un esempio per i tanti giovani che troppo spesso sono sbandati e senza ideali di riferimento e quanto mai attuale. La mia attenzione, in questo momento, va alla situazione europea, dove ovunque avanzano venti di revisionismo storico. In questo momento abbiamo più che mai bisogno di un’identità sicura, in Italia come in Europa e nel mondo.

L’attualità di Garibaldi, in questo momento, deriva dal fatto che Lui ha difeso valori che sono universali come la libertà, i diritti dell’uomo, l’onestà personale, la solidarietà fra i popoli e la lotta per la loro autodeterminazione. Garibaldi è conosciuto in tutto il mondo, sicuramente in Europa, talvolta più fuori d’Italia che in Italia, in America Latina soprattutto ma non solo. Alcuni anni fa, trovandomi a passeggiare per Sofia, sono stato orgoglioso di trovare nella piazza centrale un monumento a Garibaldi e di vedere, anche nel resto della Bulgaria, frequenti riferimenti alla sua attività. Il suo mito è stato di aiuto alle comunità italiane all’estero, che hanno costruito i propri ambiti nelle città attorno a una strada, a un monumento o una targa dedicati a Garibaldi.

In questa ottica sarebbe auspicabile creare situazioni di scambio culturale con le altre associazioni a radice garibaldina nei paesi europei a noi vicini (Francia per i “garibaldiens” e Spagna, per le associazioni che si richiamano al Battaglione Garibaldi della guerra 1936/39).

Infine, vorrei rimarcare l’unità dell’Associazione, senza divisioni di carattere ideologico, nella logica che a mio parere era anche nella Società da cui prendiamo origine, voluta da Giuseppe Garibaldi.

La nostra caratteristica di base è individuata nell’antifascismo e nelle vicende che hanno portato alla nascita della Repubblica, come voleva Garibaldi, e ha dato origine alla Costituzione attuale. L’identità della nostra associazione, che tanto tempo ha richiesto nel passato per essere definita, è quella della tradizione democratica garibaldina, valori e ideali che nascono nel Risorgimento (con Garibaldi e Mazzini), si rafforzano con le campagne dei volontari in camicia rossa e con la Resistenza dei militari italiani all’estero durante il secondo conflitto mondiale, giungendo fino ad oggi.

Nel 2025 si celebreranno anche gli 80 anni della nascita dell’ANVRG, con l’inserimento dei Reduci della Divisione Garibaldi e credo che questo anniversario debba contribuire ad unire le diverse anime dell’associazione, alcune delle quali talvolta evitano questa specifica caratteristica.

Negli ultimi due secoli Garibaldi è stato utilizzato come “bandiera” da tutti gli ambienti politici. Io ritengo che il suo nome sia legato, più che ai fasti di un regime passato, al grande moto che sollevò l’Italia dal 1943 e portò al riscatto della nostra patria, con la partecipazione di migliaia di italiani e italiane alla Resistenza. Sebbene strumentalizzato da più parti, si può dire che Garibaldi, laddove non vi erano democrazia e libertà, non “stette al suo posto”.

Il nostro ruolo di cultori della memoria ci sollecita ad onorare i nostri combattenti, salvaguardandone la loro storia e trasmettendo i loro valori.

Dopo 18 anni di esperienza alla guida di una sezione piccola come quella di Rimini, mi accingo a una nuova avventura, e spero di farla assieme a tutti voi.

Saluti Garibaldini

Valerio Benelli